1° RAPPORTO DI MISSIONE IN BENIN: 23-28 FEBBRAIO 2014

Il . Inserito in Benin - Pensieri di cotone per l'Africa

Domenica 23/2. Il volo è andato bene e le valigie, pesantissime, sono arrivate tutte: sono piene di materiale per la serigrafia e qualche regalo mentre tutta la nostra biancheria e il necessario per noi sono nelle borse da cabina. Fa caldo, l'aeroporto è cambiato, tutto rinnovato, progetto ed esecuzione cinese.

Fuori, ad attenderci, c'è il pik up dell'albergo con due persone che ci aiutano a caricare i bagagli e ci portano all'albergo, a Calavi. Le camere sono pulite e hanno il condizionatore, più il ventolone a soffitto.

Sono le 6 del mattino quando ci corichiamo, .... alle 8 ci sveglia Bernardin.

È dura, ma riusciamo ad essere abbastanza lucidi per andare insieme a far colazione.

L'abbraccio con Bernardin è caloroso e mentre gli porto i saluti di tutti gli amici di ASOC, lui mi chiede di uno e dell'altro e mi chiede di salutare tutti gli amici italiani..

Tè con latte e croissant o pane, una colazione all’italiana, aspettiamo domani per far colazione con pane maionese e uovo strapazzato.

Bernardin mi racconta che sta bene anche se deve continuare a prendere degli anticoagulanti e fra un paio di settimane dovrà andare a Dakar per una visita di controllo.

Presento Orazio, il maestro serigrafo, poi parliamo di come impostare le due settimane di lavoro e delle prospettive della serigrafia.

Bernardin mi dice che i ragazzi vengono all'atelier per realizzare le commesse quando c'è lavoro, quando il lavoro non c'è, otto di loro lavorano nel proprio atelier, nel comune di residenza: nei prossimi giorni passeremo a vederle queste mini serigrafie gemmate in seguito al nostro progetto. Bernardin aggiunge: Asoc può dirsi soddisfatta del risultato della serigrafia, sono nate non una, ma otto attività generatrici di reddito. Poi parliamo della prospettiva del progetto “Pensieri di cotone per l'Africa” e dopo un paio di esempi, Bernardin esordisce: “Venderemmo magliette a non finire se scrivessimo la frase detta dal Cardinale primate del Benin, tre anni fa : “Non potremo mai benedire un bagno di sangue” frase detta dopo che erano avvenute alcuni massacri in Costa d'Avorio.

È un periodo difficile per trovare finanziamenti, quindi dovrebbe essere un'attività che non comporti costi ma se i vari gruppi di base, nei rispettivi villaggi, provassero a raccogliere i detti che la cultura orale tramanda da generazioni, faremmo una operazione culturale straordinaria in un epoca, quella digitale, che impone linguaggi globalizzati.

L’operazione educativa e culturale che ci sarebbe dietro la raccolta dei proverbi e detti delle varie comunità, la conoscenza di quello che altri Ejt hanno raccolto nelle rispettive comunità, la trascrizione in francese di saggezze espresse nelle molteplici lingue locali, il lavoro di catalogazione, di selezione e poi di stampa sarebbe anche una operazione di valore civile.

Si potrebbe riunire in un quaderno tutte le frasi che gli Ejt raccolgono e quelle che verranno ritenute più interessanti potrebbero essere stampate su delle Tshirt da vendere. Personalmente sostengo la necessità che il progetto di attività generatrice di reddito avvenga su un piano culturale, perchè solo così i prodotti Ejt sul mercato possono crescere in identità e caratterizzazione .

Orazio ed io mangiamo in una stanzetta dell'albergo, cucina tipica, pollo e riso, pesce e cuscus con verdura. Ho chiesto che lunedì mattina le colazioni siano organizzate insieme ai ragazzi: è un po' lo stile che ASoC ha sempre seguito, allo scopo di condividere tutte le attività con i ragazzi, per stabilire un clima meno formale, alternando momenti di lavoro a momenti di allegria. Per tutta la durata del corso ASoC sosterrà la spesa della colazione, del pranzo e della cena per tutti i ragazzi: 45000 franchi cefa al giorno (circa 70 euro).

Lunedì 24/2. Si inizia. Arriviamo alla sede degli Ejt, che è traslocata per la seconda volta in tre anni, per spendere meno di affitto; pochi soldi e dunque spazi più ristretti …. tetto in eternit, a fianco c'è la stanzetta che fa da piccolo negozio di vendita.

L'abbraccio è totale, i 10 ragazze e ragazzi sono Modeste, Rachele, Didier, Ferdinand, Vincent, Thierry, André. Charles, Pascal e Alì; prima di iniziare la colazione i ragazzi intonano Bella Ciao come canto di benvenuto. Sono tutti cresciuti, a parte il nuovo arrivato Alì che ha 10 anni, così minuto che sembra averne di meno, non parla quasi il francese ma è già l'aiutante nel laboratorio di serigrafia che Vincent ha aperto in città. La colazione, a base di thé o nescafè, latte condensato e panini con la frittata, inizia allegramente. Mi chiedono di Renzo, di Martina, insomma siamo a casa.

Per prima cosa Orazio e i ragazzi fanno il check delle attrezzature e dei materiali a disposizione e ne esce una lista di cose da comprare per cui anticipo 150.000 franchi Cefa: Ferdinand e Modeste, si incaricano di fare la spesa; Orazio ha portato anche delle lampade per la tavola luminosa, insegna a montarle per renderla più efficiente.

Con Bernardin e Orazio è stato messo a punto un approccio che vuole proporre ai ragazzi l'idea che questo corso sia la loro “Università della serigrafia”. Nel corso delle due settimane avremmo fatto una serie di test per verificare chi alla fine si sarebbe laureato in serigrafia. La proposta incontra il favore dei ragazzi dunque cominciamo con i primi test per verificare il livello di esperienza e di capacità di ognuno dei dieci ragazzi. Un primo test consiste nel taglio con il cutter di una matrice: dopo la lezione che già Renzo aveva tenuto tre anni fa, chi avrà la mano più ferma e farà il miglior lavoro? Orazio fa loro un ripasso e poi inizia l'esame, alla fine ci saranno un paio di 5 ma anche un paio di 10.

Dobbiamo far fare dal falegname le cornici dei telai, insieme a Orazio i ragazzi fanno le misure e chiamano il falegname. Fa caldo, decidiamo di comprare bibite per tutti, noi europei siamo i più disidratati, ma anche i ragazzi gradiscono parecchio.

In attesa del lavoro del falegname, facciamo il secondo test, quello della calligrafia: è importante che sappiano calligrafare, perché è una pratica che evidenzia e rafforza le capacità decorative.

Facciamo una prova e vediamo che per alcuni è davvero difficile, la loro forma di scrivere è e rimane lo stampatello. Su di un cartello riassumiamo i caratteri del corsivo perché possano esercitarsi, giovedì faremo il test definitivo.

Iniziamo inoltre a riordinare le cose, a registrare e pulire la macchina perché sia pronta per realizzare una ventina di campioni a diversi colori, campioni che fanno parte di una commissione di Little Hands, il nostro partner di Cantù, e se i campioni saranno accettati dai committenti, diventeranno degli ordini per la serigrafia.

Arrivano i 12 telai dal falegname, sono di legno piuttosto duro e tutti grandi uguali, 60x50, misura ottimale per la macchina e per stampare le Tshirt. Orazio spiega la tecnica e mostra come si tende la seta e come si fissa; a questo punto può iniziare il secondo test a coppie: si deve fissare il tessuto teso omogeneamente. Alla fine della seconda giornata già tre telai sono pronti.

Mercoledì 26/2. Dopo la colazione, mentre i ragazzi continuano a fare i telai, Orazio ed io andiamo a trovare uno studio grafico per fare le matrici su carta da serigrafia, perché in sede il computer e la stampante non funzionano, ci vogliono 4 ore per fare tutto, ma non siamo contenti, i cliché non sono proprio perfetti, domani andremo a Cotonou da un altro grafico.

Alle 16 un gruppo di base ci aspetta in una frazione di Calavi, Ze djian. Lasciamo i ragazzi lavorare nel laboratorio, prendiamo le taxi- moto e dopo 20 minuti siamo sul posto. Ci troviamo di fronte una classica immagine di repertorio africano: sotto le piante, in una piazzetta in mezzo ad un gruppo di casette, ci sono un centinaio tra bambine e bambini, qualche giovane e alcuni anziani; siamo accolti dalla musica di bonghi e tamburi mentre un gruppo di bambini e ragazzi balla in modo forsennato una danza tipica. Saluti, presentazioni, devo parlare e dire qualcosa di utile, mi presento, vengo dall'Italia, dico che sono contento di essere venuto a conoscerli, che so che il gruppo degli Ejt sta facendo un buon lavoro e che vorrei sentire le loro esperienze. Due educatori presentano la loro esperienza: il gruppo di base è formato da 25 bambine e 25 bambini, l'anno scorso tra le varie attività, grazie al Movimento, sono riusciti a farsi assegnare un campo, dove hanno potuto organizzare la semina, la cultura e la raccolta del mais; è stato un risultato molto importante, hanno lavorato tutti, l’Attività Generatrice di Reddito (AGR) ha avuto un buon esito. Anche quest'anno vogliono ripetere l'esperienza.

Finite le presentazioni io ho raccontato una storia spiritosa che piace, vogliono impararla.

Abbiamo consegnato al gruppo di base un piccolo regalo: Orazio aveva portato giusto un pacco di 50 bic al quale abbiamo aggiunto dei pennarelli e 50 quaderni.

Giovedì 27/2. Dopo la colazione, Orazio, io, Charles e Ferdinad andiamo a Cotonou dal grafico che loro utilizzano spesso e torniamo con dei cliché più strutturati. Tutti i telai sono fatti, tocca dunque la valutazione sulla qualità di ogni singolo telaio: facciamo una valutazione partecipata e scriiamo i voti sul tabellone. Ė' stata una giornata caldissima e pesante , specialmente dopo 4 ore di motoretta in mezzo al traffico caotico di Cotonou, a cavallo di mezzogiorno. Stasera si cena con Ananas Papaia e Banana e poi subito a dormire.

Venerdì 28/2. Dopo la colazione facciamo il test sulla calligrafia: i ragazzi si sono esercitati, tutti sono in grado di superare il test con punteggi condivisi:10 e 9,5 i due migliori e 7 il meno bravo.

Si entra nel vivo del corso, oggi si debbono preparare i cliché di una stampa a 4 colori utilizzando la macchina.

Orazio incomincia la lezione, non vola una mosca e tutti partecipano attivamente, l'interesse è al massimo, qui incomincia l'Università!


Calavi – Benin

Aldo Prestipino e Orazio Ziggiotto

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