27 aprile 9 maggio 2014

Il . Inserito in Benin - Pensieri di cotone per l'Africa

Un viaggio in Benin con gli e.j.t “ bambini adolescenti lavoratori”


Il viaggio in Benin aveva lo scopo di incontrare i ragazzi della serigrafia a Calavi , una città in periferia a Cotonou (la capitale) per verificare le capacità produttive dopo il corso di formazione tenuto da Orazio e Aldo dell’ ass. Asoc di Vicenza e la visita di altri gruppi di base ejt per eventuali nuove collaborazioni.

Dieci ragazzi della serigrafia hanno conseguito il diploma di serigrafo, con alcuni di loro abbiamo lavorato per stampare borse , strofinacci e tovagliette da cucina , un ordine che avevamo preparato precedentemente al viaggio , i prodotti verranno presentati alla prossima fiera presso il Pime a Milano . Abbiamo potuto verificare che i ragazzi hanno la capacità e la conoscenza per poter affrontare ordini anche consistenti . Gli spazi del laboratorio sono utilizzati sia per la serigrafia sia come sede del movimento ejt e questo comporta una difficoltà nell’organizzazione del lavoro perché a volte si concentrano nello stesso luogo l’attività di serigrafia e l’animazione. Pensiamo che il progetto di serigrafia possa essere sviluppato anche nel loro paese per avere un beneficio economico per un salario garantito per i ragazzi e in parte per il finanziamento all’associazione degli ejt in Benin ; infatti una percentuale pari al 40 % delle entrate che vengono realizzate dal lavoro , viene destinato alle attività informative e di sensibilizzazione che gli ejt svolgono nei villaggi. A conclusione del lavoro abbiamo organizzato “ un pranzo di lavoro in un maqui (punto di ristoro africano ) durante il quale c’è stata una verifica e uno scambio di impressioni . Da qui è scaturita la loro difficoltà nell’organizzazione del lavoro che loro stessi hanno auspicato di migliorare . Alla fine hanno più volte ribadito la necessità e l’importanza degli ordini dei nostri prodotti .

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Per incontrare nuovi gruppi abbiamo viaggiato verso il nord del paese , dopo 10 ore di viaggio siamo arrivati a Ndjougou una città meno caotica di Cotonou sicuramente più vivibile . Purtroppo per mancanza di tempo la visita è durata solo un giorno ma molto intenso . Ci ha accompagnati l’animatrice ZEINAB una ragazza che lavora nella ong Pied ( Programma d’inserimento dei bambini vittime della violenza e della tratta). La prima visita è stata al centro di accoglienza che ospita ragazzi e ragazze coinvolti nel traffico dei bambini . Quasi tutti i ragazzi vengono intercettati durante l’ animazione nei villaggi organizzata dagli ejt per informare e sensibilizzare i genitori riguardo i pericoli della tratta . I ragazzi arrivano dalla Nigeria dopo 2-3 anni di lavoro di sfruttamento come domestiche , fabbri , oppure come manovali nelle cave di pietra senza una retribuzione . Presso il centro una trentina di ragazzi dai 10 ai 18 anni seguono un corso di formazione professionale di sartoria o di edilizia oltre a corsi di alfabetizzazione , animazione e attività ricreative . Una decina di ragazze lavorano con un maestro sarto e seguono un corso di apprendistato per una futura professione. Abbiamo visto una possibilità per poter collaborare con questi ragazzi per dare voce al progetto di integrazione dei ragazzi reclutati dalla tratta e dal traffico dei bambini . Nassiratou, ha 16 anni è una ragazza del centro e ci racconta che un amico di famiglia l’ha portata in Nigeria dove ha lavorato per 2 anni come domestica maltrattata dai padroni senza la possibilità di avere un contatto con la sua famiglia e senza una retribuzione , mentre lo scopo di questo lavoro era proprio racimolare un pò di soldi per poter continuare la scuola visto che la sua famiglia non poteva più sostenerla . Per fortuna è riuscita a ritornare al villaggio dove ha incontrato gli ejt e l’animatrice Zeinab che l’hanno accompagnata al centro. E’ molto contenta del lavoro che svolge al centro perché è un’ opportunità per il suo futuro .
La storia di Nassiratou non è una eccezione ma piuttosto un regola . In Benin il traffico dei bambini è uno dei problemi da risolvere e gli ejt come tante ong tipo Pied , sono in prima linea nella lotta contro la tratta.

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Il secondo incontro della giornata è al centro di tessitura dove vengono accolte ragazze e giovani donne . La responsabile Madame Adija del centro Espace Tissage
insegna loro l’arte della tessitura con un corso di due anni. Dopo questa formazione le ragazze sono pronte per avviare una attività indipendente la dove è possibile o continuare a lavorare presso il laboratorio di tessitura.

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I prodotti sono di buona qualità ma per la tessitura non abbiamo garantito nessun acquisto visto che i prodotti in commercio di questo genere sono tanti , ma ci hanno presentato dei prodotti interessanti fatti con il recupero dei sacchetti di plastica che invade la terra d'Africa . Anche questo come precedente è un gruppo di base ejt .
Prima del rientro in Italia accompagnati da Bernardin e Ferdenand , educatori del movimento ejt , abbiamo fatto una visita Ganvie un villaggio lacustre nei pressi di Calavi. Ganvie viene definita la piccola Venezia Africana , ma la realtà e il paesaggio come vedete nelle foto sono ben diverse.  

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Tutta la vita del villaggio si svolge sull'acqua l'unica attività è la pesca e tutte le persone fin da bambini si spostano con le piroghe . Spesso i bambini sono lasciati soli durante la notte a custodire le reti per la pesca , con tutti i pericoli che questo lavoro comporta . Gli ejt dei villaggi della laguna svolgono un lavoro di sensibilizzazione presso le famiglie per convincerle a togliere i bambini da questa situazione di pericolo . Gli ejt ci hanno presentato un progetto per l'acquisto di una barca che serve da ronda per monitorare e avvicinare le famiglie.

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La visita a questi villaggi ci ha fatto riflettere , la proposta egli ejt merita di essere presa in considerazione.
Ritorniamo in Italia dopo tanti incontri con tante storie raccontate dai ragazzi che ci spingono a riflettere come essere al loro fianco per aiutarli . Ogni giorno lottano per avere una vita più dignitosa e cercano l’ascolto e il rispetto degli adulti .
Anche noi ci sentiamo coinvolti per dare delle risposte a questi problemi . La nostra associazione Little Hands , attraverso la vendita dei loro prodotti cerca di portare in Italia queste voci e queste realtà poco conosciute.
Fabio e Gigliola

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