ULTIME DAL PERU'

 

Ciao Aldo,
Elsa mi informa che il preventivo del progetto Calapuja Pamplona è stato inviato, solo per un errore di cordinazione con Lilì, si è tardato qualche giorno.
Io sono appena tornato da un breve viaggio in Colombia, anzi a Bogotà e dintorni, perchè i noti problemi sociali e politici rendono molto difiicile viaggiare per il Paese. Bogotà è una citta bellissima, situata a 2600 di altitudine ( 2600 m più vicina alle stelle, dicono i suoi depliant turistici), coronata da montagne verdissime e costellata di palazzi e villette fatti di mattoni color ocra. Ho avuto modo di conoscere un pò di più la realtà di questo paese, stretto tra antiche rivendicazioni sociali per il possesso della terra che un sistema feudale ha da sempre negato, guerriglia, paramilitari, esercito e l'intransigenza di un governo filoamericano sordo a qualsiasi richiesta. Un voluminoso studio fatto da organismi internazionali e pubblicato in questi giorni dal principale quotidiano del Paese, da cui emerge esplicitamente la necessità di un dialogo per giungere ad un accordo di pace, ha prodotto da parte del governo di Uribe l'accusa agli autori di fare da spalla alla guerriglia. Bush insegna...
La televisione Peruviana si occupa estesamente in questi giorni della crisi Boliviana, altro punto caldo di questo continente in ebollizione.
La crisi, che ha radici lontane nei grandi squilibri sociali, lotte e repressioni che hanno caratterizzato la travagliata storia di questo paese, è scoppiata, come è noto, con la questione della vendita del gas Boliviano agli Stati Uniti. Questa ricchezza del sottosuolo della selva, che dovrebbe posizionare la Bolivia al 2° posto nel mondo tra i produttori, viene sfruttata da un consorzio di ditte americane, spagnole e inglesi. Quello che ha fatto indignare la popolazione è il fatto che il gas è stato letteralmente svenduto ( a fronte di un prezzo di mercato oscillante tra 1,3 e 1,7 dollari per unità di volume, 1000 piedi cubi, il prezzo fissato è di 0,7 dollari). Non solo ma alla Bolivia resterà solo il 18% del valore del gas, una vera miseria! E dietro a tutto questo c'è naturalmente l'ingordigia di una classe politica che ha pensato di ingrassarsi con le tangenti, lasciando il popolo boliviano al suo ruolo di paese più povero dell'america latina. L'epilogo di queste ore è la rinuncia del presidente Sanchez de Lozada, fuggito lasciando sul campo una ottantina di morti.
Mando un caro saluto a tutti gli amici e soci, un abbraccio Gigi

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