RAPPORTO DI MISSIONE IN BENIN DAL 9-30 N0V. 2015

Il . Inserito in Benin - Pensieri di cotone per l'Africa

REPORT MISSIONE IN BENIN 9-30 N0V.2015

DI

JULIA PRETO CERINI E ALDO PRESTIPINO

Breve Glossario:
MAEJT = Mouvement Africain Enfants Jeunes Travailleurs = Movimento Africano Bambini e Giovani Lavoratori
AEJT = Association Enfants Jeunes Travailleurs = Associazione (nazionale o locale) Bambini e Giovani Lavoratori
EJT = Enfants Jeunes Travailleurs = Bambini e Giovani Lavoratori
AMWCY= African Movement Working Children Youth = Movimento Africano Bambini e Giovani Lavoratori
WCYA = Working Children Youth Association = Associazione (nazionale o locale) Bambini e Giovani Lavoratori
WCY = Working Children Youth = Bambini e Giovani Lavoratori
AGR = Attività Generatrice di Reddito

Lunedì 9 novembre
Siamo arrivati a Cotonou la sera, molto tardi,e dopo una lunghissima attesa al check troviamo ad aspettarci Norbert,
responsabile Comunicazione dell'AEJT Bénin.Ci trasferiamo ad Abomay Calavi, dove si trova la sede dell'AEJT Bénin.

Martedì 10 novembre

Alle 9, nella sede della serigrafia, scambio di informazioni con Norbert, André, il serigrafo responsabile e Didier, anche lui del gruppo dei serigrafi.

Veniamo a sapere che:

- la serigrafia non lavora a tempo pieno;

- la gran parte dei ragazzi formati si sono trovati un proprio laboratorio ed ora si sta ragionando sulla possibilità di iniziare un nuovo percorso di formazione alla serigrafia per una decina di nuovi ejt;

- Norbert ha assunto anche la responsabilità della organizzazione ed sembra molto motivato a far bene.

Da parte nostra:

- ribadiamo il senso della nostra cooperazione e cioè che tutto quanto investito ha senso se la serigrafia è in grado di lavorare regolarmente e garantire un ritorno economico per pagare la sede e chi ci lavora;

- solleviamo la questione se sia opportuno formare degli altri EJT alla serigrafia o se non sia meglio formare i ragazzi alla commercializzazione delle T-shirt;

- ribadiamo l’importanza di trovare delle T shirt realizzate in Africa, e su questo punto c’è stato accordo, anche se è difficile trovare magliette non asiatiche in Benin pure se è un Paese grande produttore di cotone.

Mettiamo a punto l'agenda della settimana prossima quando saranno presenti le delegazioni di Nigeria e Togo, rientrerà Bernardin il coordinatore nazionale del Movimento, e si incomincerà il lavoro di serigrafia.

Poi ci concentriamo sulla situazione del magazzino e dei materiali da acquistare. Andrè e Didier si incaricano dell'acquisto di colori, diluente, cucitrici, scotch, ecc... Noi consegnamo il telo portato dall'Italia per telai e i cliché. Si decide di far fare dal falegname 11 telai.

Mercoledì 11 novembre

Riprendiamo l'argomento della difficile reperibilità di magliette di cotone prodotte in Africa, perché il mercato è saturo di quelle provenienti dall’Asia. Norbert e André concordano sulla necessità di serigrafare magliette africane.Viene fatto un prospetto del numero minimo necessario di magliette e parte la mobilitazione per trovare un produttore africano in grado di fornirci quello che cerchiamo.

In tarda mattinata ci riuniamo a lavorare su un vecchio file preparato nella missione precedente, da utilizzare per l’elaborazione del prezzario della serigrafia, di cui faremo copia.

È importante che i presenti, Norbert e André, prendano consapevolezza della formazione dei prezzi; pensiamo che loro debbano presentare la questione agli altri membri del gruppo e così capiremo quanto sia chiara e considerata importante questa operazione.

Nel pomeriggio arrivano i telai: l'indomani i serigrafi inizieranno a montare il telo per la serigrafia.

Giovedì 12 novembre

Spostamento a So-ava, sul lago dove Ferdinand Totin coordinaotre di zona, ci aspetta con la barca. Subito dopo una ottantina di Ejt nella piazzetta del villaggio, con canti e battendo le mani ci accolgono in modo molto festoso. In questo clima ci presentiamo e si presentano: si tratta di 400 EJT divisi in 7 gruppi di base, dislocati nei diversi villaggi del comune. Foto di gruppo con le magliette di Festambiente che avevamo portato.

Al nostro ritorno in sede veniamo a sapere che a Parakou c’è un produttore di T Shirt beninesi. Il problema è che il costo è enormemente più alto (€ 2,82 cad) anche di quelle acquistate da noi in Italia (€ 2,26 cad). Via telefono tentiamo di trattare sul prezzo ma l'indomani Norbert prenderà un bus da Cotonou per recarsi a Parakou e verificare la possibilità di trattare ulteriormente sul prezzo e verificare la qualità del prodotto.

A questo punto andiamo in banca a cambiare i soldi necessari per l’acquisto di un primo stock di 300 magliette (€ 845).

Venerdì 13 novembre

Alle 7 del mattino Norbert ha preso l’autobus da Cotonou per Parakou, per l’acquisto delle t-shirt. Rientrerà domani con i pacchi.

Noi rimaniamo ad Abomey a fare una verifica sul progetto, alcune modifiche da apportare al sito web e a precisare alcuni punti da trattare con Bernardin, che rientrerà domenica dal Burkina Faso.

Nel tardo pomeriggio facciamo un giro per la città e troviamo l’atelier di Vincent, uno dei 10 EJT che hanno partecipato al corso di serigrafia del progetto precedente. Lui sta lavorando e ci diamo appuntamento per l'indomani mattina. Questo laboratorio è uno degli atelier che gli EJT hanno aperto grazie alla formazione acquisita.

Sabato 14 novembre

Al mattino, come d’accordo, visitiamo l’atelier di Vincent il quale sta lavorando insieme ad Henry, anche lui formato durante i corsi di serigrafia. Con loro c’è anche un altro apprendista e ci facciamo raccontare un po’ come vanno le cose. Mentre siamo lì è passa un cliente con una grossa macchina a ritirare un cartello serigrafato “affittasi” da mettere nella sua proprietà.

Domenica 15 novembre
Siamo ad Abomey-Calavi, abbiamo la mattina libera. Approfittiamo per fare una ricerca attraverso i media sul cotone in Benin e prepariamo un post per facebook. Bernardin, rientrato dal Burkina ci invita ad andare fino alla spiaggia di Cotonou dove, seduti all’ombra, inizia uno scambio di informazioni. Bernardin ci fa vedere l’ultimo cartoon di Tonga sui matrimoni precoci realizzato dagli Ejt, che verrà presentato ufficialmente da lì ad una decina di giorni. Bernardin ci spiega che la costruzione del cartoon è preceduta da una Assemblea generale che decide il tema, dalla scrittura da parte di alcuni Ejt di testi e relative rappresentazioni teatrali: i “vignettisti" del Movimento, mentre assistono alle rappresentazioni incominciano ad abbozzare una storia che poi viene condivisa e portata definitivamente a termine.

Lunedì 16 novembre
Stamani, alle ore 8, appuntamento con Bernardin, colazione di lavoro, stesura del programma della giornata, in attesa che arrivino le delegazioni di Nigeria e Togo e i Delegati del Benin. Lavoriamo sulla tabella di calcolo di costi e prezzi di commercializzazione.
Arrivano gli amici nigeriani:Joy Samuel ragazza di 22 anni dell’Awcy di Makoko e Michael Kuton 18 anni dell’Awcy di Owode e l’accompagnatore Akonasu Gbedozin anni 31 Awcy di Lafia; si decide di dedicarci ai proverbi che verranno stampati sul quaderno.
Dalla Nigeria avevano inviato solo una prima lista di proverbi, senza le necessarie contestualizzazioni, ma i rappresentanti presenti hanno portato nuovi inserimenti e approfondimenti sui contenuti, segno che lo scambio di comunicazioni avute sono servite; con loro lavoriamo tutto il pomeriggio.
Mentre io parlo in inglese in una parte del tavolo, nell’altra parte Julia parla in francese con gli amici del Benin: Etenikpo Honorè di 15 anni dell’Aejt di Abomey-Calavi, Ferdinand Totin, Norbert e Bernardin. L'argomento è l’aggiornamento dei testi. Come gli amici nigeriani anche i Beninesi hanno nuovi proverbi da inserire, ogni etnia ha la sua lingua e i suoi proverbi, essendo che le etnie sono centinaia, abbiamo lavoro da vendere. Chiediamo quali sono state le difficoltà incontrate nel procedimento di raccolta dei proverbi, crediamo sia interessante che queste complessità trovino posto nel quaderno.
Nel tardo pomeriggio arrivano i rappresentanti del Togo, domani sarà il loro turno.

Martedì 17 novembre
Appuntamento alle ore 9. I delegati della Nigeria proseguono il lavoro, inserendo altri proverbi di etnie diverse rispetto a quelle che avevano già inserito, con la traduzione in lingua locale. È l’occasione per intercambiare e riflettere sulla differenza tra il significato letterale e il senso del proverbio, per es: “è nella pentola nera che si prepara l’akassa(polenta di manioca)bianca”, sta a significare che da una situazione negativa può avere origine anche un fatto positivo.
Mentre i Beninesi devono recuperare ancora i testi aggiornati, con i Togolesi parliamo sulla necessità di aggiornare i proverbi in lingua locale e rivedere le storie di vita di due EJT che formeranno parte del capitolo.
Mentre noi lavoriamo al quaderno, i serigrafi preparano i clichés dei 15 proverbi che domani saranno stampati sulle t-shirt.
Nel pomeriggio c'è la presentazione del progetto:3 i livelli di significato: culturale, sociale, economico. L’Africa ha un grande patrimonio culturale, i proverbi rappresentano una parte di esso, ma le tecnologie dominanti rischiano di farli sparire. Il compito assunto dal Movimento, di recuperare attraverso l’attività degli EJT i proverbi presso le loro comunità rappresenta una grande operazione culturale. Questo aspetto è stato riconosciuto anche dalle delegazioni.
Questa operazione di raccolta e trasmissione dei proverbi rappresenta un’esperienza fortemente formativa per i ragazzi coinvolti e un elemento di rinforzo dell’identità comunitaria, colta dai ragazzi stessi, i quali ci hanno raccontato che in molti casi non avevano mai sentito quei proverbi e anche gli adulti spesso facevano fatica a ricordarli. Grazie a questa operazione alcuni di questi proverbi sono tornati in voga. Tutti i presenti hanno avuto coscienza che si tratta di un lavoro che non si conclude con questo primo rilevamento ma sono interessati a continuare a scavare in questa grande miniera.
Per noi di ASoC, che abbiamo avuto l’idea di lanciare questo progetto, non poteva esserci maggiore soddisfazione!
Il progetto prevede che si stampi un libro con questi proverbi, correlati da informazioni sul Paese, sul Movimento, sui ragazzi coinvolti e altre informazioni, utili a contestualizzarli.
Come ASoC coordineremo la grafica del libro, un layout verrà mandato alle AEJT di Benin, Nigeria e Togo, queste decideranno eventuali cambiamenti e modalità di stampa. Un’attività di distribuzione dei libri verrà organizzata dai vari movimenti in Africa, mentre ASoC provvederà a farlo in Europa.
Per quanto riguarda le T-shirt serigrafate con i proverbi spieghiamo che si tratta di produrre delle T-shirt rivolte a una fascia alta di mercato, con un prezzo tale da assicurare il completo pagamento dei costi di realizzazione, compresi i costi della sede della serigrafia e il lavoro degli EJT che faranno la parte di vendita commerciale-marketing. Su questo l'indomani terremo un corso di formazione.
L’idea del progetto è che la serigrafia degli AEJT-Benin stampi le T-shirt con i diversi proverbi, da spedire in Nigeria e Togo.

Mercoledì 18 novembre
Apre l’incontro della nuova giornata di lavoro Ziko Lawson, 16, Aejt, di Kévé, che ha scritto il verbale del giorno precedente riassumendo quanto discusso. Subito dopo inizia il corso su Commercializzazione e Marketing, presenti i tre rappresentanti della Nigeria, i tre rappresentati del Benin, e due rappresentanti del Togo. Aldo introduce in Inglese, Julia in francese: affrontiamo la stratificazione del mercato, la psicologia delle varie fasce di consumatori e le diverse strategie da intraprendere. Si presenta il caso di voler vendere nella fascia alta del mercato: quali strategie di comunicazione e di formazione gli Ejt dovranno seguire per diventare degli agenti commerciali del Movimento.
Le scelte di prezzo e le metodologie saranno discusse nei Comitati di gestione dei rispettivi Paesi.
Nel frattempo i maestri serigrafi iniziano la stampa delle T-shirt acquistate a Parakou che suscitano qualche dubbio sulla loro origine africana, dato che nella fabbrica sono presenti dei soci cinesi.
Per curare l’immagine del prodotto alla vendita si decide di inserire ogni T-shirt in una borsa di cotone serigrafata con il rispettivo proverbio. Per cui si ordina l’acquisto, a carico di ASoC, di un primo stock di 300 borse.

Giovedì 19 novembre
Iniziamo col fissare le scadenze per la realizzazione del quaderno dei proverbi:

- entro il 25 gennaio 2016 da Benin, Nigeria e Togo ci invieranno gli ultimi proverbi raccolti e tutte le info correlate;

- entro il 25 marzo Asoc traduce i proverbi e i testi correlati, prepara l'impaginazione grafica del libro e lo invia ai tre movimenti nazionali;

- entro il 25 aprile ci ritornano eventuali correzioni e conferme;

- 25 maggio ASOC invia la versione definitiva pronta per la stampa.

Dopo approfondita discussione si decide che è più pratico realizzare due versioni del quaderno, una in inglese e una in francese. Più che un libro diretto alla vendita sarà uno strumento di lavoro e di veicolo del progetto verso le autorità, grandi aziende, ambito turistico e grandi organizzazioni.
Per le foto sono venuti in sede 6 EJT del gruppo di base di Abomey-Calavi, tutti di età tra i 9 e 10 anni, mingherlini e un po’ piccoli per le taglie delle magliette, ma comunque viene montato il set e vengono fatte le foto.

Nel salutarci con le delegazioni che partono ribadiamo la necessità di avere comunicazioni periodiche sullo sviluppo del progetto e l’andamento della serigrafia.
Le delegazioni fanno rientro ai loro Paesi con le T-shirt prodotte in questi giorni che saranno presentate alla prima Assemblea generale delle rispettive organizzazioni.

Venerdì 20 novembre
Risolti alcuni problemi relativi al cambio della moneta andando a Dantokpa (Cotonou), il più grande mercato dell’Africa dell’Ovest. Si tratta di una città nella città, un formicaio febbrile dove si vende e si compra di tutto, utilizzando centinaia di lingue diverse.
Al ritorno, le 30 T-shirt che abbiamo portato dall'Italia, erano tutte serigrafate con i proverbi del Benin, del Togo e della Nigeria. In serata ci siamo preparati per il viaggio che intraprenderemo domani mattina per andare all’Assemblea AEJT di Comé e domenica a quella di Lokossa.

Sabato 21 novembre
Il viaggio in auto fino a Comè è abbastanza movimentato, arriviamo che i delegati dell’AEJT Comè sono riuniti: ci accolgono con alcuni canti e facciamo il giro di presentazioni.
Seguendo l’ordine del giorno illustriamo il progetto Pensieri di cotone per l’Africa: dopo un interessante confronto si approva il percorso condiviso.
Al secondo punto all’ordine del giorno Bernardin spiega che la delegata nazionale dell’AEJT B era stata a Comè alcuni mesi prima e aveva tratto l’idea che fosse necessario un approfondimento sulla situazione di Comè. Berandin inizia dal fatto che la comunicazione da Comè è carente, se mancano le comunicazioni dalla periferia, la segreteria nazionale non può inviare i rapporti trimestrali al Comitato regionale (Dakar). Se il Comitato regionale registra che il Benin è in ritardo taglia i sostegni ad AEJT Benin, mettendo a rischio l’attività dei gruppi di base anche delle altre provincie.
Inoltre Bernardin desidera sapere da chi è formato il Comitato di gestione di Comè e risulta che la maggioranza dei componenti ha più di 18 anni mentre il regolamento prescrive che dei 7 componenti 5 abbiano meno di 17 anni e che 4 siano ragazze. A questo punto Bernardin chiede se ci sono volontari per rinnovare il Comitato: si fanno avanti 5 presenti, con un’età variabile tra i 12 e i 16 anni e 5 giovani con più di 18 anni, i 5 ragazzi vengono ritenuti idonei all’incarico, mentre i giovani con più di 18 anni sono invitati a decidere tra loro chi sia il più idoneo. Bernardin sottolinea che ogni membro del Comitato di gestione deve essere imparziale e favorire gli altri e non se stesso ed essere una persona attiva. Un dato positivo è che dall’anno scorso i gruppi di base di Comè sono passati da 7 a 10.
Nel pomeriggio, con Norbert, Bernardin e Marina, delegata EJT, facciamo una escursione in barca sul fiume Mono a Gran Popo: è una immersione nella natura in un estuario costeggiato da mangrovie; visitiamo anche un piccolo villaggio dove si ricava il sale in modo molto particolare.

Domenica 22 novembre
Ci trasferiamo a Lokossa, dove assistiamo all’incontro della AEJT locale. Si ripete in qualche maniera la procedura dell’Assemblea di Comé. Oggi, fuori dalla porta della scuola dove si tiene la riunione, un gruppo di bambini abbastanza piccoli ci guarda incuriositi: Bernardin li invita ad entrare e così possono partecipare anche loro; alla fine sono coinvolti in un momento ludico con i palloncini a forma di cuore portati dall’Italia.

Lunedì 23 novembre
Lasciamo Lokossa e prima di rientrare ad Abomey facciamo tappa ad Ouidah dove visitiamo il percorso della Memoria sulla schiavitù con la Porta del non ritorno, grande monumento sulla riva dell’oceano in ricordo delle migliaia di africani deportati nelle Americhe.
Nel pomeriggio, appuntamento per le foto per il nostro sito di e-commerce con il gruppo di base di Abomey-Calavi. Sul più bello, un improvviso temporale ci costringe a sospendere il set, tutto rimandato a sabato pomeriggio.

Martedì 24 novembre
Ore 6 partenza per Malanville al confine con il Niger, dove arriviamo alle 23,20 ci rimane solo il tempo di andare a dormire, il viaggio non è stato dei peggiori, il bus era di buone condizioni, attraverso i finestrini passano le immagini di un Paese sotto la morsa della arretratezza.

Mercoledì 25 novembre
Siamo in un hotel che sembra essere in un quartiere molto periferico, ma uscendo a far colazione ci accorgiamo che la città è tutta una periferia, non c’è un centro, il Municipio e le numerose moschee e chiese sono mischiate tra le case di fango e tetto in lamiera dove abita la popolazione. La gran parte delle abitazioni si trovano chiuse all’interno di cortili che fungono anche da ovili dove, mucche, capre, pecore, asini, la sera sono ricoverati per essere portati al pascolo la mattina seguente. Alle 15,30 incontriamo l’Aejt di Malanville, che conta 8 gruppi di base con circa 120 Ejt organizzati. L’animatore Paul lavora per una Ong che si occupa di bambini di strada ed è incaricato di coordinare la locale AEJT, persona esperta e preparata di etnia Dendi che ci fa da interprete con alcuni ragazzi che non parlano il francese. Presentiamo il progetto e ci facciamo raccontare la loro esperienza. La sera andiamo a mangiare insieme a Paul che ci racconta un po’ della situazione dell’infanzia in queste zone. Ci dice che in fondo i genitori non hanno la stessa cultura europea nei confronti dei figli, che devono spesso arrangiarsi e già all’età di 10 anni si muovono autonomamente per la propria sussistenza; in questa situazione succede che i grandi mangiano tre volte al giorno, i bambini talvolta un solo pasto al giorno. Non sono pochi i genitori che lasciano i bambini al Marabù, il capo della scuola coranica. I progetti che Paul porta avanti mirano a far prendere coscienza agli adulti dei diritti e delle esigenze dei bambini, e piano piano il clima in molti casi sta cambiando.
Siamo in un territorio di frontiera: appena fuori dalla città c’è il maestoso fiume Niger che fà da confine appunto con il Niger (Paese), e in questi tempi di attentati la dogana e la città sono fortemente controllate dall’esercito.

Giovedì 26 novembre
Ore 6,30 lasciamo Malanville alla volta di Parakou, dove arriviamo alle 11,30; ad attenderci c’è Adele, l'animatrice dell’AEJT locale, di professione sarta: assieme andiamo presso la sede della Ong cattolica di appoggio per il nord del Benin. Lì incontriamo Pascal, al quale chiediamo un quadro della situazione dell’infanzia nella regione. Pascal inizia dalla grande questione della mancanza del certificato di nascita dei bambini, per la quale il Movimento si è impegnato in modo capillare a fare il censimento dei bimbi senza certificato; il problema, ci dice, è che “quando presentiamo gli elenchi al tribunale ci vengono richiesti, per la registrazione, 13000 FCFA per ogni bambino, più le spese del collegio giudicante, spesa che né la famiglia né il Movimento può sostenere”. Poi ci parla del problema delle spose bambine che pur se vietato, il matrimonio è ancora molto diffuso, questione sulla quale il Movimento ha in corso una campagna, vedi il cartone animato Tunga 3; altra piaga presente è l’alto numero di ragazze che restano incinte in età scolare per mancanza di informazione e di educazione. In Benin da 5 anni le scuole primarie sono gratuite, ma mancano le politiche di sostegno, per cui le famiglie, non potendo pagare libri, quaderni, grembiuli e vitto, tengono i figli a casa da scuola. Inoltre se è vero che la mobilitazione degli Ejt sta riuscendo a frenare l’esodo precoce e la pratica del lavoro domestico quasi schiavo,(gli Ejt sono mobilitati in modo che appena vengono a sapere che un bambino/a sta per essere inviato fuori dal villaggio a lavorare, avvisano un educatore che interviene presso la famiglia e le autorità). Il fenomeno ha altre forme più subdole, cioè i genitori li impiegano o sui propri terreni o su quelli di parenti così i ragazzi perdono la scuola e lavorano senza salario.
Un’altra problematica delicata sono i cosiddetti Talibè, i bambini che i genitori affidano alle scuole coraniche dove passano l'intera giornata studiando le scritture e praticando la questua, come impone il Marabù; questi bambini per seguire le indicazioni dei loro insegnanti, vivono in condizioni di grande povertà senza mezzi anche per vestirsi e lavarsi. Gli Ejt in alcune località del Benin per esempio a Bembèrèkè, hanno avviato azioni dirette ai Talibè realizzando delle docce e delle vasche per lavare la biancheria oltre ad alcuni interventi sull’igiene personale, in questo modo si è potuto aprire un varco di confronto e di collaborazione assolutamente impensabile prima, con questo settore di infanzia.
Nel pomeriggio andiamo presso un laboratorio di ricamo e cucito dove lavorano 18 ragazze come apprendiste. Il titolare fa sospendere il lavoro per la nostra riunione che si tiene nel cortile all’ombra di un mango con tanto di scimmietta. Lo scambio è antropologicamente interessante perché essere apprendiste significa dover pagare in tre anni circa 120000 FCFA (€ 185,00) al datore di lavoro, senza ricevere alcun compenso economico, per arrivare ad avere un certificato (poi approvato dalla Municipalità), indispensabile per avviare una attività in proprio; nemmeno le spese di trasporto e il vitto vengono loro rimborsate.
Il gruppo è formato da ragazze di diverse etnie, spesso il nostro intervento deve essere tradotto almeno in due lingue africane, quindi elementi culturali di partenza differenti;
Sembra che il senso dell’operazione culturale della raccolta dei proverbi non fosse nelle loro corde. L’interrogativo è: perché donne, quindi di ambiti relegati alle pratiche di genere, oppure solamente perché era la prima volta che si confrontavano su una questione come questa?
Alla fine però è uscita la concretezza delle cose, del tipo: ma come registro la mia lingua natale la cui scrittura non mi è stata mai insegnata? Oppure, come faccio a essere certa del significato di un proverbio? E poi ancora chi mi aiuta nella traduzione al francese? Noi, ma soprattutto Norbert e Bakè, la ex delegata nazionale che accompagna il gruppo, hanno risposto agli interrogativi mettendosi a disposizione.
Baké la conosciamo ancora da quando siamo venuti in Benin la prima volta per il Congresso africano del Movimento. Adesso è sposata ha due belle bambine, una ci ha seguito tutto il pomeriggio. Bakè ha aperto un laboratorio di parrucchiera e ha 5 apprendiste, ci dice di avere un debito di riconoscenza verso il Movimento che l’ha anche aiutata ad avviare la sua attività. Lei, diversamente dagli altri datori di lavoro, non richiede alcun pagamento alle apprendiste che in più ricevono da lei un contributo per il vitto.

Venerdì 27 novembre

Dopo un breve salto al mercato di Parakou assieme ad Adele, ci rincontriamo con Pascal che ci porta un cortometraggio che racconta una storia ambientata nella realtà locale, arrivato primo ad un concorso dove lui recita una parte; può esserci utile nelle nostre iniziative in Italia.
Alle 12 si parte per tornare ad Abomey Calavi, un viaggio caldo con il rischio di restare bloccati per strada per cause meccaniche, comunque arriviamo a destinazione alle 22.

Sabato 28 novembre
E’ il giorno di tirare le somme, facciamo il bilancio economico e verifichiamo di essere stati dentro le previsioni;

Bilancio Missione nov. 2015  
Acquisto Materiali in loco 1875
Trasporti interni Benin 220
Vitto e alloggio 1375
Ospitalità, spese viaggio Delegaz. Nigeria e Togo 1210
Voli Aerei, visti e assicurazioni 1780
Totale spese 6460

facciamo le ultime foto e incominciamo a salutare i nostri amici.

Torniamo con un grande bagaglio di emozioni e con la consapevolezza che finalmente il progetto ha basi concrete per riuscire.
1)Si è definito un assetto stabile ed operativo per la Serigrafia; abbiamo steso un contratto formale tra Aejt B e i due serigrafi che garantiranno la produzione (André e Didier) con un salario definito, sancendo così la fine del periodo di formazione e l’inizio di percorso produttivo.
2)L’incarico di seguire la Serigrafia, oltre che la comunicazione a Norbert è un altro fattore di maturazione del progetto.
3)Tutto il gruppo di testa coinvolto nel progetto ha non solo capito che con la serigrafia, possono avviare una AGR ma che questa può e deve garantire il pagamento dell’affitto e delle spese generali della sede; Bernardin stesso ha ammesso di aver colto pienamente il senso di quanto, da diversi anni, stiamo cercando di far capire e di condividerlo totalmente.
4)Con tutti i comitati di gestione incontrati, dove sono presenti delegati di decine di gruppi di base, abbiamo percepito chiaramente che il progetto piace e lo sentono come una occasione per la valorizzazione della loro cultura e un processo formativo importante.
5)Lunedì 30 , nel corso dell’Assemblea nazionale AEJT B, all’Ordine del giorno saranno: La formazione di esperti in commercializzazione e marketing; La definizione del percorso di vendita delle T-Shirt con i proverbi; La realizzazione e la diffusione del libro del progetto.


Per quanto riguarda un giudizio complessivo sul Paese, possiamo dire che rispetto alla prima volta che siamo arrivati in Benin si notano dei miglioramenti della situazione sociale ed economica, pur nelle disparità evidenti che rimangono tutte sul tappeto. L’elenco delle lingue che sapevamo parlate nel Paese si è allungato di molto, ma la coesistenza pacifica, anche dal punto di vista religioso, rimane una caratteristica distintiva del Benin rispetto ad altri Paesi della Regione.

Fine Rapporto

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