| Dicembre 2004
Relazione
Il contatto con l’Associazione Red Bhuito,
origine del progetto Medicinali, non ha purtroppo potuto essere
portato a termine in quanto successivamente alla prima loro richiesta,
non sono riusciti a fornire tutta l’elaborata documentazione
che per motivi di ordine burocratico e procedurale era richiesta
dal Consolato Argentino e dalla Dogana argentina. Speriamo di poter
avere altre occasioni per riprendere la comunicazione e la cooperazione
con questa Associazione della provincia di Cordoba.
Mentre, come testimoniato dall’articolo apparso su “El
Castellense”il 29 maggio 2004, il secondo e ultimo invio di
farmaci è giunto ai quattro ospedali della provincia di Buenos
Aires che ne avevano fatta richiesta. Questo avvia alla conclusione
il progetto Medicinali per l’Argentina, nei riguardi dell’impegno
preso con i quattro ospedali. Per quanto riguarda invece la raccolta
fondi il lavoro continua, stiamo infatti organizzando varie iniziative
e contatti per acquisire la somma necessaria a saldare il debito
di 17.000 Euro. La somma resa disponibile ad interessi zero da un
privato che preferisce rimanere anonimo, ha costituito la vera chiave
di volta della struttura organizzativa che ha permesso di rispettare
l’impegno preso con gli amici argentini.
Il bilancio dell’esperienza è a nostro avviso positivo.
Questo al di là dell’invio dei medicinali. Nella coordinazione
dell’operazione infatti, le “Cooperadoras” (che
ricordiamo essere delle associazioni di volontari civili che si
prestano al fine di verificare i servizi sanitari ed apportare un
aiuto laddove il personale sanitario per l’intrinseca situazione
non riesce ad essere presente) dei quattro ospedali coordinate dalle
due assistenti sociali che sono state l’anima di questa operazione,
hanno avuto parte attiva ed hanno colto l’occasione come esperienza
di rete tra gli ospedali. Questa rete è ora in fase di applicazione
ai differenti servizi che possano essere utili al miglior funzionamento
degli ospedali stessi: scambio di farmaci o di macchinari a seconda
delle singole esigenze; organizzazione di servizi specialistici
in una piuttosto che in un’altra delle unità ospedaliere,
ma che viene messa a disposizione dell’utenza delle altre
tre. Un esempio di come possa migliore un servizio pubblico grazie
all'intervento della Società civile.
Crediamo che in questa esperienza di collaborazione con e tra operatori
civili, sociali e sanitari si esprima coerentemente la nostra idea
di cooperazione decentrata.
TESTO DELL’ARTICOLO
DICHIARAZIONE DI RICEVUTA: in data odierna è giunta alle
Cooperadoras degli Ospedali di Castelli, Chascomus, Ranchos e Pila
della Provincia di Buenos Aires, la spedizione di medicinali effettuata
per via aerea dalla Associazione Solidarietà e Cooperazione
– ASoC – Vicenza- Italia, come da lista allegata.
La spedizione, frutto dell’appoggio della Caritas diocesana
di Vicenza e della Caritas Argentina che si sono adoperate per il
passaggio doganale dei farmaci, e dei Comuni di Fara, Conco, Gambellara,
Quinto Vicentino, Zermenghedo (della Provincia di Vicenza), dell’ordine
dei Farmacisti, della Banca Popolare Vicentina, della Zeta Farmaceutici
Spa di Vicenza, che hanno stanziato fondi per l’acquisto dei
farmaci, dell’Ulss 6 di Vicenza e dell’UMMI (Unione
Medici Missionari Italiani) di Verona che hanno messo a disposizione
alcune partite di farmaci corrispondenti alle richieste. Detti medicinali
saranno a disposizione dei quattro ospedali ed utilizzati secondo
criteri condivisi.
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