Fra cultura e solidarietà
L’Associazione A.So.C. Onlus è una
Associazione di Solidarietà e Cooperazione, sorta nel 1992
a Vicenza, senza scopo di lucro, con oltre 200 iscritti e altre
centinaia di sottoscrittori che hanno permesso di sviluppare, nel
corso degli anni, interventi di Cooperazione, Solidarietà
e Interculturalità.
Attualmente ha in corso rapporti di cooperazione: in Perù
(Bambine lavoratrici); in Eritrea (agricoltura e produzione artigianale);
in Argentina ( Sviluppo di Rete sanitaria); mentre ha concluso recentemente
progetti in Argentina (Realizzazione di un Centro sociale dei Gauchos);
in Chiapas (Costruzione di una scuola indigena), e, in precedenza,
in Albania (formazione maestranze) e Cuba (sanità e cultura).
Il progetto Turesol (Turismo responsabile), il cui primo viaggio
in Perù si è svolto nel 2003, sta avendo un notevole
esito sia tra i viaggiatori italiani sia in Perù dove una
Ong partner ha provveduto a organizzare due corsi da noi finanziati
per 30 promotori – animatori - guide locali.
Il settore della formazione è un altro campo di attività
in cui l’Associazione è impegnata fortemente:
-
corsi di aggiornamento sul tema dei Diritti
dell’infanzia e lavoro minorile;
-
corsi di formazione di base sui temi del
sottosviluppo, le ragioni dello squilibrio, la globalizzazione,
il microcredito;
-
corsi di formazione avanzato per quadri
intenzionati a lavorare nel settore della Cooperazione Internazionale.
Quanto sopra si somma alle attività di
informazione in particolare nelle scuole, iniziative a sostegno
del commercio equo e solidale e della Banca Etica, produzione di
materiali, iniziative culturali, eventi pubblici, ecc., avendo come
punto di riferimento generale la questione dei diritti umani, sociali,
di cittadinanza. In fondo avrebbe poco senso lavorare in aree povere
del pianeta, senza un impegno, qui da noi, teso a correggere le
ragioni di squilibrio che, proprio dal “nostro mondo”
si scaricano nel sud del mondo e senza tentare di sradicare la mala
erba dell’intolleranza e del razzismo che, anche in un popolo
di emigranti come il nostro, rischia di attecchire. |