16 giugno: giornata internazionale del bambino africano

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Quest’anno ricorrono 40 anni da quel 16 giugno scelto come data simbolo per la lotta dei diritti dei bambini e ragazzi africani.

Nel 1976 a Soweto, in pieno regime di apartheid, circa 10 mila studenti di colore decisero di manifestare per protestare contro la scarsa qualità dell’educazione e il diritto di Hector pieterson
studiare nella propria lingua (il governo sudafricano aveva introdotto l’uso obbligatorio dell’afrikaans, parlato dalla minoranza bianca del paese).
La manifestazione fu duramente repressa dalla polizia e un triste simbolo di questi avvenimenti è diventata l’uccisione di Hector Pieterson, di appena 13 anni. Più di 100 studenti furono uccisi e circa mille risultarono feriti durante le due settimane di proteste che seguirono.

Da allora i bambini e i ragazzi di tutto il continente africano continuano a lottare per i loro diritti: istruzione, partecipazione, salute, tempo libero ma anche il diritto ad un lavoro dignitoso, libero dallo sfruttamento e per una giustizia a misura di ragazzi.

Vogliamo perciò far arrivare un caloroso abbraccio a tutte le ragazze e ragazzi del Movimento Africano dei Bambini e Giovani Lavoratori (MAEJT) che ogni giorno portano avanti il loro impegno, affrontando spesso molte difficoltà, per migliorare la propria vita e dei loro pari! 

bambini pallonciniAuguri a tutti/e!

I soci ed amici di A.So.C

Mostra di fotografia e volontariato

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Inaugura oggi 9 giungo 2016 la mostra di fotografia "Tanti per tutti - Viaggio nel volontariato italiano".

Uno degli espositori è un caro amico, nonché socio di A.So.C, Antonio Cunico, tra i fondatori del Fotoclub Il Punto Focale.

Non perdete l'occasione per scoprire alcune delle realtà del volontariato locale attraverso un'occhio diverso, quello della fotografia.

La mostra è ospitata sotto la Loggia del Palazzo del Capitaniato in Piazza dei Signori a Vicenza. Sarà possibile visitarla fino al 26 giugno 2016.

foto mostra 

Se l’Europa diventa complice dello sfruttamento dei bambini

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foto bambinosirianoIl 23 maggio 2016 il programma Piazzapulita, dell'emittente televisiva La7, ha dedicato parte della sua puntata ai laboratori del settore pelle e tessile in Turchia1 .

Nei luoghi visitati dai giornalisti a Gaziantep, al confine sud con la Siria, e a Zeytinburnu, periferia di Istanbul, si producono prodotti a bassissimo costo, che vengono acquistati da diversi brand europei per essere poi rivenduti a un prezzo competitivo nei nostri negozi.

Fin qui non ci stupiamo: diversi sono stati in passato gli “scandali” che hanno suscitato imbarazzo tra le grandi multinazionali dell’abbigliamento in India, Bangladesh o Tailandia.
Questa volta però, vittime dello sfruttamento sono bambini e ragazzini tra gli 8 e i 13 anni fuggiti con le loro famiglie dalla vicina Siria devastata dalla guerra.

Immigrazione? Aiutiamoli nel loro paese!

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materieprime africaPuò sembrare un approccio condivisibile ma il problema è come?

Se colleghiamo una serie di fatti, tra l'altro ampiamente riportati dai giornali, vediamo che spesso sono proprio interventi, in Africa, di attori non africani, una delle cause dell'immigrazione.

Tant'è che si contano tra i migranti approdati in Italia, centinaia di persone che prima viveva degnamente della pesca.

Il disastro economico che ha investito il settore della pesca nel golfo di Guinea a partire dal Senegal, dove un oceano pescoso che dava lavoro e sussistenza a milioni di africani si è desertificato a causa della pesca indiscriminata con utilizzo di draghe che hanno sconvolto i fondali marini ad opera di pescherecci europei e asiatici.

 

Abbiamo già citato in un precedente articolo il caso del Benin produttore di cotone, materia prima che però viene per il 97% esportata all'estero. I cittadini beninesi si oppongono e chiedono che almeno una parte resti nel Paese per essere lavorato e quindi garantire un reddito alle loro famiglie. 

La stessa sorte avviene per il commercio del legname e dei minerali, materie prime che prendono la via dell'estero senza, praticamente, nessuna ricaduta occupazionale nei Paesi di provenienza.  Dunque, se è sicuramente giusto aiutare gli africani nei loro Paesi, il modo migliore per aiutarli è non rapinare le loro risorse, questa è la vera sfida che occorre affrontare.

Notizie dal MAEJT: CALAO EXPRESS 150 (maggio 2016)

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CALAEXPRES150(maggio 2016)

Bollettino elettronico del Movimento Africano di Bambini e Giovani Lavoratori (MAEJT)

Pubblicato da Enda TM

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*MAEJT: laboratorio sulla qualità dei servizi

*MAEJT: partecipazione al laboratorio di riflessione sul rafforzamento degli «attori sociali»

*Burkina: promozione della salute sessuale e riproduttiva di adolescenti e giovani

*Costa d’Avorio: formazione sul supporto e monitoraggio delle vittime di stress post-traumatico

*Guinea: corso di alfabetizzazione per gli EJT

*RDC: gli EJT nella lotta contro la tubercolosi nelle zone di conflitto

*Senegal: UNICEF finanzia la AEJT di Ziguinchor; sensibilizzazioni e incontri a Kahone

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Notizie dal MAEJT: CALAO EXPRESS 149 (aprile 2016)

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CALAEXPRES149 (aprile 2016)

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*Benin: sostegno ai bambini guardiani del lago

*Burkina Faso: formazione degli EJT per lottare contro le peggiori forme di lavoro infantile

*Camerun: progetto di sostegno ai bambini in situazione difficile

*Gambia: sensibilizzazione sul matrimonio precoce

*Mauritania: festeggiamenti dell’8 marzo sul tema della parità

*Ruanda: lancio di un nuovo progetto

*Senegal: AEJT Ziguinchor partecipa alla campagna di distribuzione di zanzariere

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* Benin: sostegno ai bambini guardiani del lago

Il 2 marzo 2016, i responsabili di Little Hands Italia e i rappresentanti della Coordinazione Nazionale delle AEJT di Benin hanno fatto una visita notturna sul Lago Nokoué, precisamente nell’associazione degli EJT del Lago, per seguire ed ascoltare dalla stessa voce dei bambini guardiani “acadja” (nel lago). Al termine della visita, si sono impegnati a dotare i bambini di una barca con motore fuoribordo e dei pannelli solari per la ricarica delle batterie dei cellulari della popolazione, come Attività Generatrice di Reddito. I guadagni serviranno, tra le altre cose, all’acquisto del carburante e alle spese secondarie legate al monitoraggio dell’AGR. Questo motoscafo contribuirà a ridurre il tasso di mortalità dei bambini per annegamento nel lago, causato spesso per il rovesciamento delle piroghe.

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Paghiamo il giusto ai produttori agricoli e agli allevatori

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I prezzi dei prodotti agricoli, caseari e delle carni pagati ai produttori da anni continuano a calare.
Lo dice l'Istat, lo dicono le Associazioni dei produttori (nel solo 2015 tra - 1,2% fino - 4,3% su base annua).

E' sotto gli occhi di tutti il disastro che questa situazione sta causando in termini di chiusura di imprese agricole, di aumento del lavoro nero schiavo, di concentrazione in mega allevamenti del bestiame per reggere ai costi, di uso massiccio di fitofarmaci per tenere al massimo la produzione, di insalubrità del lavoro contadino con un aumento dimostrato di malattie dovute all'uso di chimica in agricoltura; di inquinamento delle falde acquifere, di aumento di allergie e intolleranze alimentari nella popolazione.

E' ora di prendere coscienza che questa è una condizione suicida e che siamo al limite.

frutta verdura

Come consumatori non possiamo rallegrarci quando pubblicizzano un chilo di carne a € 5,80, un pollo a 3 euro o 6 uova a € 0,99, oppure quando sappiamo che le aziende casearie pagano il latte ad un prezzo inferiore ai 30 centesimi al litro, 20 centesimi in meno del giusto prezzo, o che i grossisti pagano la frutta ad un prezzo che non copre nemmeno il costo della raccolta.
Che deve fare un produttore quando gli pagano le arance, i limoni, i mandarini a meno di 40 centesimi al chilo? (fonte Ismea). Per gli ortaggi vedi i dati Ismea.

ASoC, nel corso di tanti progetti realizzati nei Paesi in via di sviluppo, ha documentato molte volte la condizione dei campesinos latinoamericani, asiatici e africani, recentemente abbiamo scritto della situazione del cotone in Benin.

Accordo sui migranti tra Europa e Turchia

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Accordo sui migranti tra Europa e Turchia: frutto della debolezza e delle divisioni tra Paesi europei

accord migrant

L'accordo raggiunto paga un caro prezzo sia sul fronte sociale con la deportazione di migliaia di persone, sia su quello economico (3 miliardi + 3 ), mentre rimangono molti nodi da risolvere e il tema dei deficit democratici e di rispetto dei diritti umani della Turchia.

I leader dei 28 paesi dell’Unione europea hanno trovato l'accordo con la Turchia per la gestione dell’arrivo dei migranti sulle coste greche e per il respingimento di quelli che si trovano al momento sulla rotta balcanica. L’accordo prevede che i profughi sulla rotta balcanica, tra cui anche i siriani in fuga da cinque anni di guerra, siano rimandati indietro in Turchia. Per ogni profugo che sarà riammesso in Turchia dalla Grecia a partire dal 20 marzo, l’Unione europea s’impegna a riammetterne uno sul suo territorio attraverso un visto umanitario.

Notizie dal MAEJT: CALAO EXPRESS 148 (marzo 2016)

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CALAEXPRES148(marzo 2016)

Bollettino elettronico del Movimento Africano di Bambini e Giovani Lavoratori (MAEJT)

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*MAEJT: riunione del Gruppo Esecutivo Manageriale
*Camerun: capitalizzazione delle opinioni dei bambini sui rapporti della CDB e CADBEE
*Costa d’Avorio: inchiesta sui lavori pericolosi svolti dai bambini
*Guinea: formazione degli EJT sulla comunicazione dei casi e presa in carico dei bambini in mobilità
*Niger: formazione sulla protezione e i diritti del bambino e le forme di violenza
*RDC: sensibilizzazioni in un campo rifugiati
*Sierra Leone: sviluppo di una AGR
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Notizie dal MAEJT: CALAO EXPRESS 147 (febbraio 2016)

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CALAEXPRES147(febbraio 2016)

Bollettino elettronico del Movimento Africano di Bambini e Giovani Lavoratori (MAEJT)

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*Benin: una EJT eletta nel Consiglio Dipartimentale dei Bambini
*Burkina Faso: protezione delle frantoiste contro le peggiori forme di lavoro dei bambini
*Burundi: formazione sui danni dovuti al consumo di stupefacenti
*Costa d’Avorio: albero di Natale, ricompensa al merito
*Camerun: chiusura delle attività nell’AEJT di Douala
*Gambia: organizzazione di un «Katchaa Show»
*Guinea: festeggiamenti per la fine dell’epidemia di Ebola
*Mauritania: formazione sugli Standard di Protezione del RAO
*Niger: sensibilizzazione sulla riduzione dei rischi di catastrofi

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Cena di raccolta fondi sabato 27 febbraio

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Sabato 27 febbraio 2016,

alle ore 19.30
Al villino Rossi di Povolaro (Dueville)
Pensieri di cotone per l'Africa
Cena di raccolta fondi

Documentario sul Codice Infantile della Bolivia e i NATs

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Nel mese di agosto 2015 entra in vigore in Bolivia il del Codice Bambino, Bambina e Adolescente della Bolivia (Ley 548 Código Niño, Niña y Adolescente).
Diversamente da molti altri Paesi, la Bolivia ha deciso di tutelare e proteggere i bambini e ragazzi lavoratori. Questa decisione è arrivata dopo un lungo e complesso processo partecipativo che ha incluso per la prima volta anche i bambini e ragazzi della “Unión de Niños y Adolescentes Trabajadores de Bolivia (UNATsBO).

Jean-Baptiste Jacquet, documentarista francese, ha seguito questo camino tortuoso: le manifestazioni a La Paz, l’incontro con Evo Morales, la presenza di una delegazione dell’ UNATsBO e del Movimento Latinoamericano di Bambini e Adolescenti Lavoratori (MOLACNATs) alla Conferenza Internazionale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) (in giugno 2015 presso la sede di Ginevra).

Ecco il link al documentario: Bolivie. L’enfance au travail

Prima della partecipazione all'Assemblea dell'ILO, le delegazioni sono state invitate ad un dibattito al Parlamento Europeo (Bruxelles)
Le delegazioni UNATsBO e MOLACNATs davanti al Parlamento Europeo (Bruxelles) - Qualche giorno prima della partecipazione all'Assemblea dell'ILO.

 

 

CALAO EXPRESS 146 (gennaio 2016)

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CALAO EXPRESS 146 (gennaio 2016)

Bollettino elettronico del Movimento Africano di Bambini e Giovani Lavoratori (MAEJT)

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*MAEJT: riunioni del GEM et del GCOM, quasi un milione!

*Burkina Faso: partecipazione degli EJT alla corsa per la sopravvivenza dei bambini

*Burundi: campagna della luce e marcia pacifica

*Guinea: sostegno e solidarietà alle famiglie colpite dall’Ebola

*RDC: EJT aggiornamento sull’imprenditoria e leadership

*Rwanda: disegni dei bambini come strumento di comunicazione sui diritti del bambino

*Senegal: partecipazione del GCOM e GEM a una manifestazione degli EJT di Thiès

*Zimbabwe: campagna di sensibilizzazione sui matrimoni infantili

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*MAEJT: riunioni del GEM et del GCOM, quasi un milione!

Dal 4 al 14 dicembre 2015, il Gruppo Esecutivo Manageriale (GEM) e i Gruppo Comunicazione (GCOM) si sono riuniti a Thiès, Senegal. I membri del GEM hanno fatto il bilancio delle attività e delle finanze 2015, hanno esaminato le statistiche e i questionari, le nuove domande di adesione di AEJT, hanno discusso della revisione di medio termine, pianificato le attività per l’anno 2016 e condiviso certe preoccupazioni di Save the Children International. I delegati del GCOM, invece, hanno fatto il bilancio delle azioni di comunicazione iscritte nel Piano di azione del MAEJT 2014-2016 e hanno prodotto il bollettino annuale del MAEJT «Sfida degli EJT n°16».

Queste due istanze del MAEJT, hanno realizzato sedute di lavoro comuni sulle statistiche 2015 del MAEJT, sulla pianificazione del budget 2016 de Save the Children Finlandia e sull’evoluzione della comunicazione del MAEJT.

Secondo le statistiche 2015 del MAEJT, vi è una netta aumento del 17% dei membri e simpatizzanti, nonostante il fatto che le AEJT di 20 paesi su 27 non ricevano più finanziamenti.

Il MAEJT ha raggiunto 975.054 membri e simpatizzanti, di cui 308.072 membri (224.857 bambini, 83.210 giovani, 175.259 ragazze e 132.823 ragazzi) in 4.331 gruppi di base in 380 città in 27 paesi dell’Africa. Si attende una larga diffusione delle cifre per far conoscere i risultati e gli impatti del MAEJT.

I risultati ottenuti dalle analisi dei questionari d’impatto sui diritti mostrano che il MAEJT ha permesso a 509.127 EJT di beneficiare dell’alfabetizzazione, che ne ha protetti 717.072 e permesso a 459.844 EJT di avere accesso alla salute e a 642.155 di divertirsi. 524 974 lavorano meno duramente e meno ore.

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Il Calao 145 di Dicembre parla del Benin e di Pensieri di cotone per l'Africa

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Cari Soci,
augurivi abbiamo tenuti costantemente informati delle attività e dell'impegno che ASoC sta producendo in questi mesi grazie al vostro sostegno e al lavoro di molti di noi.
E' con soddisfazione vedere citato sul Bollettino africano del MAEJT di dicembre, che vi alleghiamo, il nostro progetto Pensieri di cotone per l'Africa.
Se pensiamo che il Calao seleziona le attività più significative in corso nel continente (come sapete sono 27 i Paesi che aderiscono al Maejt, con centinaia di attività ogni mese) significa che il nostro progetto è ben considerato e che anche per loro stiamo facendo qualcosa di significativo.
Un progetto interamente autofinanziato (senza soldi pubblici) e, anche se in questo momento siamo esposti finanziariamente,  contiamo che il 2016 sapremo crescere con il tesseramento e con la vendita di T shirt e recuperare così l'equilibrio finanziario.
Per intanto ci basta la coscienza di star costruendo un  progetto che fa leva sulla cultura, che da speranza di prospettiva in loco, un piccolo antidoto alla emigrazione, che ha già oltrepassato i confini del Benin perché anche i Movimenti della Nigeria e del Togo ne sono parte attiva e che questo mese trova riscontro nel Calao n. 145, il Bollettino del Movimento Africano dei Bambini e Giovani Lavoratori.
Grazie a tutti voi e  noi insieme.
La presidente di ASoC
 Julia Preto

CALAEXPRES145 (dicembre 2015)

Bollettino elettronico del Movimento Africano dei Bambini e dei Giovani Lavoratori

Pubblicato da Enda TM

 

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